Cozza zebrata
Piccola, resistente e capace di moltiplicarsi rapidamente, la cozza zebrata è uno degli invasori acquatici più diffusi e problematici in Europa.
Questo dossier analizza la sua origine, la diffusione e gli impatti sugli ecosistemi.
IDENTITÀ DELLA SPECIE
La cozza zebrata è un mollusco bivalve di piccole dimensioni, riconoscibile dalle tipiche striature scure sul guscio. Vive in acque dolci e salmastre ed è capace di aderire a qualsiasi superficie solida, formando colonie molto dense.
Nome scientifico
Dreissena polymorpha
Origine
Europa sud-orientale e Asia
Tipo
Animale – Mollusco invasivo
Livello di impatto
Alto
MODALITÀ DI INTRODUZIONE
La cozza zebrata è originaria delle regioni sud-orientali dell’Europa e dell’Asia, in particolare dei bacini del Mar Nero, del Mar Caspio e del Mar d’Azov.In questi ambienti vive in equilibrio con altre specie grazie alla presenza di predatori e parassiti naturali che ne limitano la diffusione.
L’espansione della cozza zebrata è strettamente legata alle attività umane e allo sviluppo dei trasporti globali. Le sue larve microscopiche vengono trasportate nelle acque di zavorra delle navi, permettendo alla specie di spostarsi da un porto all’altro.
Anche:
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la costruzione di canali artificiali
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il collegamento tra fiumi e bacini isolati
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il trasporto di imbarcazioni da diporto
hanno contribuito alla sua diffusione su scala continentale.

IMPATTI AMBIENTALI
La diffusione della cozza zebrata (Dreissena polymorpha) non comporta solo cambiamenti visibili negli ambienti acquatici, ma provoca profonde alterazioni ecologiche. Essendo una specie invasiva altamente efficiente e adattabile, è in grado di modificare in modo significativo gli equilibri degli ecosistemi in cui si insedia.


Competizione con le specie autoctone
Uno degli effetti più rilevanti riguarda la competizione con i molluschi e altri organismi acquatici locali.
La cozza zebrata si fissa su superfici dure, compresi i gusci di altri bivalvi, formando colonie dense che possono ricoprire completamente le specie autoctone. Questo impedisce loro di muoversi, nutrirsi e respirare correttamente, portandole spesso alla morte.
Inoltre, essendo un filtratore estremamente efficiente, la cozza zebrata sottrae grandi quantità di fitoplancton dall’acqua, riducendo la disponibilità di cibo per altri organismi filtratori e alterando la struttura della comunità biologica.
Alterazioni delle reti ecologiche
La cozza zebrata modifica profondamente le dinamiche trofiche degli ecosistemi acquatici.
Filtrando grandi volumi d’acqua, aumenta la trasparenza, permettendo alla luce di penetrare più in profondità. Questo favorisce la crescita eccessiva di alghe e piante acquatiche sul fondale, modificando l’habitat.
Questi cambiamenti influenzano numerosi organismi:
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pesci, che trovano meno fitoplancton disponibile
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invertebrati, che vedono cambiare il proprio ambiente
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catene alimentari, che vengono riorganizzate
L’effetto complessivo è una trasformazione dell’intero ecosistema, spesso a discapito della biodiversità originaria.


Impatti su infrastrutture e ambienti artificiali
Un aspetto caratteristico della cozza zebrata è la sua capacità di colonizzare superfici artificiali.
Si attacca a:
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tubature
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impianti idrici
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centrali industriali
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sistemi di irrigazione
Questa colonizzazione, nota come biofouling, provoca ostruzioni e danni tecnici, con conseguenze economiche rilevanti.
Anche se non è un impatto ecologico diretto, contribuisce a modificare il rapporto tra ambiente naturale e attività umane.
Espansione favorita dalle attività umane
La diffusione della cozza zebrata è fortemente legata alle attività umane e continua a essere facilitata dal trasporto navale e dalla mobilità delle imbarcazioni.
Il cambiamento climatico e l’aumento delle temperature possono rendere nuovi ambienti adatti alla colonizzazione, ampliando ulteriormente il suo areale.
Questo comporta il rischio di nuovi squilibri ecologici, soprattutto in ecosistemi che non hanno sviluppato difese naturali contro questa specie.

SITUAZIONE IN ITALIA
In Italia, la cozza zebrata è considerata una specie invasiva stabilizzata.
Le prime segnalazioni risalgono agli anni ’70 nel Lago di Garda. Da allora si è diffusa rapidamente:
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nei grandi laghi prealpini
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lungo il bacino del fiume Po
Oggi è monitorata anche in altre aree del Paese, inclusa l’Italia centrale e la Sardegna.


Distribuzione e aree più colpite
Le regioni del Nord Italia presentano le concentrazioni più elevate di cozza zebrata, in particolare nei grandi laghi prealpini, nel bacino del fiume Po e nei numerosi canali della Pianura Padana. Tuttavia, negli ultimi anni la specie ha iniziato a espandersi anche verso l’Italia centrale e alcune aree insulari, grazie alla sua elevata capacità di adattamento e alla diffusione legata alle attività umane.
La cozza zebrata si sviluppa soprattutto in ambienti di acqua dolce con superfici dure, come laghi, fiumi a lento scorrimento e infrastrutture idriche, dove può formare colonie molto dense. La sua proliferazione è favorita nei periodi più caldi, quando l’aumento della temperatura dell’acqua accelera il ciclo riproduttivo e la crescita delle popolazioni.
Rischi sanitari
La cozza zebrata non è direttamente pericolosa per la salute umana, ma può contribuire indirettamente a creare rischi sanitari. Essendo un filtratore molto efficiente, accumula sostanze inquinanti, batteri e tossine presenti nell’acqua, che possono entrare nella catena alimentare e rappresentare un rischio per altri organismi e, in alcuni casi, per l’uomo.
Inoltre, la formazione di colonie dense su superfici sommerse può favorire la proliferazione di microrganismi e rendere meno sicure le acque utilizzate per scopi ricreativi o industriali. Per questo motivo, è importante il monitoraggio della qualità delle acque e il controllo della diffusione della specie, soprattutto nelle aree con elevata presenza umana.


